Un minutino di Webber

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Un minutino di Webber

Memory (da Cats) – E. L. Webber

La capacità della musica di evocare la tristezza è così forte che tutti abbiamo in mente un brano in cui immergerci nei momenti grigi.

Webber ci propone la più triste delle scene: un presente tragico che si rifugia nei ricordi felici. Il musical è un succedersi di personaggi allegri e straordinari, fino all’arrivo di qualcuna che, anziana, si trascina solitaria sul palco e si abbandona ai ricordi di gioventù.
Già a raccontarla così ci si può immaginare la scena straziante. Ma non basta, perché ad accompagnare il personaggio c’è una musica dolce e lenta ma cantata in modo forte e deciso.

Webber ci abbraccia con una melodia ondulante, che sale e scende continuamente, come una culla che dondola e abbraccia dando calore e sicurezza. Anche il pianoforte che arpeggia, insieme ad un leggero flauto, amplifica questo senso di dondolio cullante.
Il canto di ogni frase termina con note lunghe e ciò indica la paura del silenzio e il bisogno di colmare ogni vuoto. Anche dove la voce tace il silenzio viene riempito con un crescere degli strumenti.

Questo brano siamo tutti noi che facciamo cose, parliamo e programmiamo per non fermarci mai. Perché fermarsi vuol dire pensare, rendersi conto di una realtà di fronte alla quale ci sentiamo impotenti. Una realtà che si scontra con i nostri desideri e che dobbiamo subire passivamente.
La tristezza è tanto forte quanto più siamo legati alle cose e alle persone per come li vogliamo noi e meno aperti ad accettare le novità.

A volte un intervento di musicoterapia vuol dire offrire stimoli nuovi e diversi per abituarsi ai fatti inaspettati; in questo modo siamo meno radicati nelle nostre abitudini e possiamo affrontare la vita con meno paure.

2018-10-30T08:45:33+00:00 22 Ottobre 2018|Un Minutino di Musica|0 Commenti

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